sarandi

Lezioni di Fisica per un professionale

Vorrei impostare un percorso didattico di fisica su base sperimentale, per un istituto professionale.

ho tre prime e una seconda professionale, rispettivamente ad indirizzo commerciale e termoidraulico, cui devo fare due e tre ore a settimana di fisica.

ho deciso di buttarla interamente sul laboratorio, ma puntando su esperimenti quantitativi, tipo fisichetta per intenderci.

non mi importa tanto di coprire tutto lo scibile quanto lasciargli una impronta metodologica.

per adesso sto lavorando sulla rappresentazione grafica dei dati e degli errori di misura, e sul riconoscere leggi lineari (percorso comune alle prime classi che seguo in parallelo).

per ora abbiamo rappresentato la lunghezza dell’avambraccio in funzione dell’altezza e poi la circonferenza cranica in funzione del diametro della testa degli studenti: due leggi approssimativamente lineari che possono essere disprovate aumentando la precisione delle misure (per presentare il metodo scientifico nella pratica).
nel secondo caso, confronteremo il coefficiente angolare della legge lineare con pi greco per vedere se abbiano la testa a pera o meno.

il secondo passo sarà occuparci di fenomeni fisici che vogliamo scoprire…

penso che metterò in rete un diario di questa esperienza (magari gestito dagli studenti), quindi se qualcuno di voi è interessato potrà seguire gli sviluppi

La principale è che ho appena aperto un blogper gli studenti, sul quale scarico un po’ di materiale anch’io.

Come linguaggio, preferirò quello grafico-geometrico (dei diagrammi) a quello algebrico. Studenti e scuola permettendo, userò anche Geogebra.

Proprio ora sto chiudendo il capitolo su misura ed errore.

Dalla verifica che ho fatto nelle due classi che sono più avanti, i ragazzi sembrano aver assimilato l’idea di rappresentare dati ed errori nel diagramma.
Un po’ più problematico passare all’interpretazione dei dati: tracciavano la retta di fit e calcolavano il coefficiente angolare senza avere chiaro che confrontavano i dati sperimentali con una legge (lineare).

Anche le disquisizioni sul concetto di modello hanno avuto meno fortuna di quello che meritavano: ho confrontato un esperimento in cui cercavamo la relazione tra circonferenza e diametro (distanza tra le tempie) della testa dei ragazzi con uno simile che aveva come oggetto dei barattoli cilindrici. Il secondo veniva perfettamente, il primo no. Eppure, il primo modello che viene in mente è comune ai due casi: oggetti con sezione circolare.
Ragionando sul motivo per cui il rapporto tra circonferenza e semiasse minore fosse maggiore di $\pi$, siamo passati ad un modello di testa quadra ecc.

Ora sto iniziando la cinematica, con esperienze sul concetto di velocità. Sto provando un approccio a nozioni zero, contando sul fatto che discutendo un po’ trovino il modo di capire i concetti da soli.

Successo per la prima eperienza: da una foto stroboscopica di uno sciatore che cade stimare la velocità che aveva al momento della caduta, sapendo che le foto sono scattate ogni 0,020 s e che gli sci sono lunghi 2,1 m.

Troppo difficile si è rivelata la seconda esperienza sulla velocità, che voleva servire per sviluppare il linguaggio geometrico nel caso di velocità variabili.

Sarei molto contento di avere del feedback sul materiale, e magari qualche idea. Ho una netta predilezione per gli esperimenti quantitativi, poca simpatia per quelli dimostrativi.

Unless otherwise stated, the content of this page is licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 License